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CAMINITO

uno spettacolo scritto e diretto da Riccardo Reim

Musiche originali: Massimo Bizzarri
Impianto scenico: Franco Troiani
Costumi: Gianluca Falaschi
Aiuto regia: Marianna de Lellis

CAMINITO prende liberamente spunto da una storia autentica, che l’autore raccolse nel 2001, includendola nel libro-inchiesta "Pornocuore" curato a quattro mani con Antonio Veneziani. Storia di emarginazione, di violenza, di dolore, ma anche di una follia che tocca i confini della più surreale e atroce comicità, CAMINITO fruga con cruda spietatezza nelle pieghe più riposte di ciò che è stato chiamato il “delirio urbano”, nell’oscuro sottobosco di quelli che qualcuno definisce sbrigativamente “i nostri selvaggi”.
Gennaro N., detto – o meglio, detta – ‘Caminito’ da quando ha deciso una volta per tutte di “manifestare apertamente la propria femminilità prigioniera”, tenta, in un momento di disperazione, di cambiare sesso operandosi in casa con mezzi propri, cercando di eliminare, in attesa di potersi permettere il resto, almeno la parte più “vistosa” della sua virilità… Salvato in extremis, non demorde neppure per un attimo dai suoi propositi, e dopo essere caduto in preda a una squassante “crisi mistica”, torna alla vita e alla gioia quando finalmente trova lavoro come “public relation” in una scalcinata “dark room” dei Quartieri Spagnoli. Infatti, al di là di tutte le aspettative, quella che doveva essere soltanto una soluzione di sopravvivenza diviene il sorprendente realizzarsi di un sogno: quasi per incanto, ogni suo desiderio sembra trasformarsi in realtà, lo squallore circostante cede pian piano il passo a un magico mondo di fiaba… Caminito, novella fenice, muore e rinasce sbocciando ai raggi della speranza e dell’amore, fata in un mondo di fate, seducente sirena dalle irresistibili malie, cortigiana e avventuriera senza scrupoli, enigmatica danzatrice di tango protagonista di fatali passioni.
Riccardo Reim (non nuovo, nella sua scrittura, a una dimensione partenopea) traccia, con l’aiuto di Manuele Morgese, un inquietante e impietoso ritratto che, in filigrana, ci pone di fronte, tra l’altro, a quello che forse è il più grave problema del nostro tempo: il disperante (e disperato) degrado – probabilmente irreversibile – delle cose e dei sentimenti.

CAMINITO

written and directed by Riccardo Reim

CAMINITO is freely inspired from an authentic history, that the author picked up in 2001, including it in the book "Pornocuore" written in cooperation with Antonio Veneziani.

History of marginalization, of violence, of pain, but also of a madness that touches the lines of the most surreal and atrocious humor, CAMINITO looks through with raw pitilessness in the most secret folds of what has been called "urban delirium", in the dark brushwood of those that someone hastily defines "our savage".

Gennaro N., also said "Caminito", from when he/she has decided once and for all "to openly manifest his/her own imprisoned femininity", tries, in a moment of desperation, to change sex operating himself in his house, trying to eliminate at least the most considerable part of his virility... Saved in extremis, he doesn't give up even for an instant from his intentions, and after being fallen prey to adevastating "mystical crisis", he comes back to life and joy when he finally finds a job as "public relation" in a shabby "dark room" of the Spanish Districts of Naples.

In fact, beyond all his expectations, the solution, that had to be only a solution of survival, becomes the amazing realization of a dream: almost for enchantment, every desire seems to turn into reality, the surrounding bleakness surrenders step by step and for him it begins a magic world of fable. Riccardo Reim (not new, in his writing, to a Neapolitan dimension) traces, with the help of Manuele Morgese, an anxious and pitiless portrait that, in filigree, sets us face to face with what is perhaps the most serious problem of our time: the despairing (and desperate) decay. probably irreversible. of the things and of the feelings.
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